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Profughi: “Non si scavalchino i Sindaci”

 

“Fare alloggiare in via Roma quaranta profughi, in una struttura che è stata da poco liberata da occupazioni abusive, dimostra scarsa lungimiranza, ma anche scarsa conoscenza del territorio”, è la posizione dei consiglieri regionali Pd Katia Tarasconi e Gian Luigi Molinari in merito alla questione dell’accoglienza profughi a Piacenza. “Si tratta – aggiungono – di un argomento su cui dal 2014 la giunta Dosi si è spesa per il contenimento degli arrivi e per applicare ragionevolmente il concetto dell’equa distribuzione. Stiamo inoltre parlando di un’area problematica su cui sono stati avviati molti percorsi di educazione civica per favorire l’integrazione sociale. Temiamo quindi che un’azione del genere finirebbe per rovinare tutto il lavoro svolto con l’evidente rischio di ghettizzare le persone”.

“Sarebbe auspicabile – osservano ancora i consiglieri piacentini – che la Prefettura agisse attraverso il confronto con le Istituzioni e con gli Amministratori locali: qualora la possibilità di ospitare 40 persone in via Roma si prospettasse come reale, questa decisione andrebbe urgentemente rivista”. Secondo Tarasconi e Molinari ciò che si sta sviluppando per l’accoglienza dei profughi è un business su cui incombono speculazioni e interessi che nulla hanno a che vedere con la tutela delle persone che vengono prese in carico. “Piacenza, in base ai dati forniti dal Comune, dovrebbe essere esente da ulteriori assegnazioni, ma non solo, l’ipotetica scelta di destinazione di quaranta profughi proprio in una zona che definiamo un nervo scoperto dimostra scarsa attenzione e scarsa capacità di valutazione del problema da parte della Prefettura, massima esponente e rappresentante dello Stato centrale sul nostro territorio”.

“E’ quindi necessario – concludono – un intervento deciso con la convocazione a Piacenza del Ministero degli Interni che, a pochi mesi dall’insediamento, ha mostrato estrema sensibilità e soprattutto una nuova visione del problema. Chiediamo ai nostri parlamentari di agire con urgenza, dichiarandoci disponibili a fare fronte comune e capire come risolvere insieme una situazione che è ormai diventata di complicata gestione per tutti”.

 

Bologna, 7 aprile 2017

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